Pillole di storia: da Solidarietà Terzo Mondo a Inter-Agire
1970: Con decreto del 12 novembre il vescovo di Lugano Mons. Giuseppe Martinoli costituisce “in via sperimentale, in attesa di uno statuto proprio” un comitato direttivo del Movimento Missionari Laici della diocesi di Lugano. Questo è il documento che attesta la nascita di Solidarietà Terzo Mondo (STM), il Movimento Cristiano della Svizzera Italiana di volontariato internazionale. Fanno parte del comitato direttivo, padre Silvio Bernasconi (presidente), Enzo Brugnoli (segretario), Bruno Denti (amministratore), padre Cecilio Monico (assistente ecclesiastico) e Harro Schnyder (incaricato per la stampa e propaganda).
Dal principio STM è considerata un gruppo regionale di Frères Sans Frontiéres (FSF), associazione di volontariato della Svizzera francese fondata nel 1959, che si occupa dell’amministrazione e della formazione dei volontari di STM.
1971: Il 14 settembre partono i primi 4 volontari di STM: Erica Bettosini e René Marty per il Ciad, Agnese ed Enzo Brugnoli Balestra per l’India.
1979: STM prende contatto con Unité, piattaforma svizzera di organizzazioni di volontariato internazionale, chiedendo l’adesione.
STM ha stretti legami con la diocesi di Lugano: la base cristiana della motivazione del volontario è molto importante. Il primo ufficio di STM è in via Nassa 64 a Lugano, nella sede regionale dei Missionari di Betlemme, con i quali si condivide la segretaria (Angela Okouma) e un redattore. Molti dei primi volontari di STM collaborano a progetti dei Missionari di Betlemme. Sulla rivista Betlemme c’è uno spazio fisso per le notizie riguardanti STM.
In questi primi 9 anni la maggior parte dei volontari lavora in Africa a progetti gestiti da missioni cattoliche o chiese. Il finanziamento è assicurato da FSF, dai contributi dei partner del sud e dai gruppi di appoggio dei volontari.
1980: Il 3 maggio STM si costituisce giuridicamente come associazione con statuti propri e un comitato composto da 5 persone: Gabriele Banchini (presidente), padre Silvio Bernasconi, Cristina Dell’Era, Angela Okouma e Biancamaria Travi. In questa occasione STM elabora la “carta d’identità” del volontario, un opuscolo che riporta i dati biografici essenziali dei primi 29 volontari, spiega come si diventa volontario di STM, quali sono le professioni più richieste, ecc. Negli statuti invece si sottolinea che oltre all’invio di volontari per STM è fondamentale la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito a “i valori e i problemi del Terzo Mondo, con particolare riguardo alle relazioni tra paesi ricchi e paesi poveri”.
Durante i primi Anni Ottanta STM cerca la collaborazione con altre istituzioni come il “Movimento di Controinformazione sul Sottosviluppo” (MCS) e “Dichiarazione di Berna” (DB).
1981: STM ottiene l’adesione a Unité, che rappresenta 27 organizzazioni. In questi anni sempre più volontari partono per l’America Latina.
1983: STM abbandona l’ufficio condiviso con i Missionari di Betlemme a Lugano e si trasferisce a Bellinzona (in Viale Stefano Franscini 41) il segretariato è assunto prima da Annamaria Courtin poi da Gianmarino Martinaglia.
1984: Silvano Biondi e Ivano Lurati sono i primi volontari STM in Bolivia: il paese andino diventerà uno dei paesi-chiave del lavoro di Inter-Agire.
1987: Nasce il nuovo Centro Terzo Mondo (C3M), su iniziativa di MCS, DB, STM e MBI, gestito e finanziato dalla Comunità di Lavoro Swissaid, Sacrificio Quaresimale, Pane per i fratelli ed Helvetas. Tre i settori di attività principali del centro: informazione, educazione e politica di sviluppo, in modo da permettere alle varie organizzazioni attive nella cooperazione allo sviluppo di accompagnare il loro lavoro al sud con azioni di informazione serie e approfondite sui rapporti culturali economici e politici tra nord e sud nella Svizzera italiana.
STM ha una nuova segretaria: Mariangela Pagani.
1992: Dopo tre anni, torna dal Madagascar Annamaria Baccanelli: è l’ultima volontaria STM attiva in Africa.
1993: Il 24 settembre, FSF comunica a STM che non potrà più amministrare i suoi volontari perché troppo complicato dal lato finanziario visto che FSF non riesce a quantificare in modo corretto il montante che spetta a STM. Secondo FSF l’indipendenza di STM porterebbe dei vantaggi finanziari. Si giunge così a una separazione consensuale che porterà vantaggi alle due associazioni e non comprometterà la continuazione di ottime relazioni reciproche.
1994: STM sollecita alla DSC il riconoscimento come organizzazione indipendente associata a Unité. A partire da questo momento STM inizia a gestire autonomamente la propria amministrazione, la gestione dei volontari e la scelta dei partner al sud. Per ogni volontario che parte deve preparare una richiesta di finanziamento valutata da una commissione di esperti di Unité. Inizia quindi un lungo lavoro di elaborazione di documenti e di ristrutturazione interna.
1995: Vengono introdotte coordinazioni in 7 paesi d’intervento di organizzazioni affiliate a Unité, tra cui quella della Bolivia (e Perù) e del Centroamerica.
Nel 1997 parte il primo volontario (Nicola Intraina) per il Nicaragua, che diventerà uno dei paesi-chiave del lavoro di Inter-Agire.
1998: L’associazione cambia nome (da STM a Inter-Agire) e statuti, abbandonando il concetto di solidarietà cristiana. Cambiamenti voluti per iniziare relazioni di partenariato anche con partner del sud non legati ai valori cristiani. Ulteriori novità sono l’introduzione dello stage (6-12 mesi), della missione d’esperto (3-6 mesi) e l’assunzione di un secondo segretario al 50%. Le prime stagiste a partire sono Natasha Zarri e Nadia Mogliazzi, dirette in Nicaragua.
Inter-Agire partecipa attivamente alla costituzione della Federazione delle ONG della Svizzera Italiana (FOSIT), che nasce nel 1999, ottenendo sin dalle origini un posto nel comitato direttivo.
1999: A causa di alcune irregolarità nella gestione amministrativa, a cavallo del nuovo millennio l’associazione attraversa un periodo di crisi interna. Si scioglie il segretariato e inizia un processo di profonda valutazione e autoanalisi sostenuta e finanziata da Unité con l’appoggio di esperti esterni come Daniel Fino, Mark Schmid, Martin Schreiber e Denis Cattin. In questi anni il comitato, formato da Antonella Borsari, Bayardo Flores, Emilio Colomberotto, Marzia Ritter, Barbara Botti, Prisca Guglielmetti e Karim Pabst, assume un ruolo molto più attivo realizzando tutte le attività legate alla gestione dei volontari e dell’associazione.
2003: Superata la crisi e ristrutturato, il comitato assume in prova una segretaria (Corinne Sala) al 50%, che diventerà un 60% due anni dopo. Nel 2003 viene ristrutturata anche Unité e abolita la quota fissa di volontari per organizzazione (per I-A erano 4 all’anno). Inizia ad aumentare il numero di volontari sul terreno, fino a raggiungere la decina, che è quella attuale. L’approvazione dei progetti non viene più realizzata da Unité ma da CINFO.
2009: Inter-Agire inizia una stretta cooperazione con la Missione Betlemme Immensee (MBI) per rafforzare insieme l’invio di volontari nei paesi del sud del mondo e il lavoro di sensibilizzazione sulle problematiche sud-nord nella Svizzera Italiana.

